venerdì 31 luglio 2026
Riflessioni sul terrazzo,in preda alle zanzare e la moto in garage.
Il fascino delle moto italiane di un passato ancora recente, diciamo dagli anni settanta in poi, per meglio dire nel range di ricordi del sottoscritto, è tutt'oggi immutato.
In alcuni casi secondo il mio parere erano veri e propri atti di fedeltà nei confronti di modelli che prestavano il fianco a critiche per niente infondate ,ma ripagavano l'appassionato al punto di andare oltre i difetti, alcuni piccoli e oggi risolvibili ed altri cronici,frutto di scelte incomprensibili o scellerate economie.
Io a volte mi pongo il dubbio: Sarei disposto pur di possedere e guidare (Certo,se si colleziona un mezzo staticamente non si pone il problema) una moto italiana ad accettare certe magagne? Forse è doveroso farsi un'adeguata cultura nello specifico,in modo da sistemare talune criticità e poter accettare il resto, calandosi nel periodo storico relativo e non fare paragoni col presente, insomma se ci sono un'accensione a puntine platinate,che per alcuni sono aramaico antico, oppure carburatori un po' dispettosi o ancora componenti ed altri ammennicoli che funzionano quando ne hanno voglia, bisogna accettare tutto con la pazienza di un asceta.
Tempo fa ebbi occasione all'interno di un parco privato di imbattermi in una Laverda Jota, mentre fiera sul cavalletto mostrava con sfrontatezza il suo granitico mille tre cilindri,le sue forme scolpite e muscolose e il suo manubrio scomponibile chiuso a mo' di seminanubri pistaioli,di quelli che si vedevano prima che i funamboli della classe 500 aprissero l'angolazione per controllare una derapata che sembrava non avesse mai fine.
Ecco,di fronte ad una moto simile vengo all'inizio rapito da questo fascino senza età,poi comincio a fantasticare su come ci si sta in sella e infine vengo assalito dai dubbi amletici su affidabilità in generale,possibli difetti intrinsechi e non ultima la mia effettiva capacità di dominare un mezzo simile, che come ricordo spesso quando ci si approccia a queste moto non contano i dati nudi e crudi di potenza o coppia, ripresa, accelerazione eccetera
perché ovviamente sulla carta sono ridicoli paragonati alle sportive odierne, conta ciò che succede una volta in sella. Si percepiscono gli anni passati durante i quali l'evoluzione ha fatto passi da gigante e noi, comuni mortali, restiamo fondamentalmente capaci di mentire anche a noi stessi, spacciandoci per dei gran manici,nella realtà al di sotto delle capacità delle maxi di allora come quelle di oggi, campioni del mondo a parole un tempo e leoni da tastiera come si definiscono oggi.E si signori miei, godiamoci il fascino di certe moto e guidiamole per come si può e si riesce.
sabato 11 luglio 2026
Resilienza, conservazione e reminescenze anime
Resilienza è un termine che sentiamo o leggiamo spesso,a volte a mio parere abusandone un po' ma in certi momenti e contesti utilizzato a ragion veduta.
Non so se nel mio caso specifico posso parlare di resilienza ma ad ogni modo continuo ad andare per la mia strada, magari voltandomi per vedere gli errori fatti ma sforzandomi di andare avanti.
Adesso qualcuno cercherà di collegare le immagini del post tra loro.In realtà il robottino fa parte dei vari oggetti conservati e prelevati dalla casa dei miei, ancora nella sua confezione originale e adesso promosso a ruolo di soprammobile, mentre le altre due immagini rappresentano un altro genere di conservazione, ovvero sono indicatori di direzione del Monster (beh, anche la Bimota condivide gli stessi modelli Cev,al pari del fanale posteriore..),uno è quello montato che si sta letteralmente sbriciolando sotto l'azione del tempo e l'altro è nuovo, acquistato in rete da un ricambista spagnolo (!), a prezzo ragionevole.
Tornando al robot soltanto adesso che mi capita di rivedere dei cartoni animati con mia figlia, capisco quanto fossimo "basici"noi maschietti,ci bastava una trama semplice tipo : alieno cattivo, mostro che distrugge,robot umanoide che distrugge il mostro. A parte qualche anime in seguito più studiato dal punto di vista della sceneggiatura,con citazioni e omaggi soprattutto all'estro italiano,come la 500 in Lupin terzo, oppure la Uno Turbo in City Hunter o ancora ricordo un anime dove c'era una ragazza che guidava una Bimota Tesi 1D,
bisogna ammettere che per le femminucce
i cartoni a loro dedicati presentavano già dall'inizio delle trame più strutturate.
Per fortuna togliendo la differenza di genere e curando temi e storie, alla fine degli anni ottanta si è salvato il salvabile. Non è che tra ali, alette,linee arzigogolate e quant'altro qualcuno si è ispirato ai vari robot giapponesi per le linee delle moto moderne? Visto che spesso si citano i manga credo di si, anche se in pochi casi e quasi sempre nel mondo delle corse tutto ciò ha un fondamento tecnico. Il resto sono orpelli buoni da esibire, mentre noi maschi ci riempiamo i discorsi con cavalli e velocità e le donne più razionalmente non hanno questo limite dettato dagli ormoni.
Come già scritto altre volte il design di certi maestri del passato resta insuperabile, persino nell'utilizzo di parti accessorie comuni a più modelli e abilmente inserite nell'insieme tanto da essere scoperte solo da un occhio attento. Ricordate (nel mondo auto) i fari della Lamborghini Miura? I fanalini di coda della Countach?Le maniglie delle portiere di alcune Ferrari? E (nelle moto ) quanti gruppi ottici,parti accessorie e altri particolari avete notato su più modelli, anche di case diverse?
C'era evidentemente da fare di necessità virtù, cosa che specialmente a noi italiani riesce benissimo. Tutto si è evoluto , ma certi dettami farebbero bene a tenerseli stretti. I robot lasciamoli ai giapponesi,noi siamo altro.
domenica 28 giugno 2026
Design e motociclisti, rapporto non semplice
Non sempre il design in campo motociclistico incontra il favore incondizionato dei motociclisti, cioè proprio coloro ai quali dovrebbe essere indirizzato. Certi modelli vengono "capiti" subito,altri godono di un successo postumo, addirittura quando passano gli anni e il modello in questione diventa d'epoca o quasi,vedi il caso di alcune youngtimer.
Ci sono moto che diventano iconiche e se per un verso è sinonimo di successo,per un altro rappresenta un rebus un sucessivo
restyling, specie se col susseguirsi dei
modelli si perdono in parte o del tutto le linee originali o i dettagli che ne avevano decretato il successo. Da possessore di Monster il riferimento non è proprio casuale, perché vedo che la stragrande maggioranza dei ducatisti nell'ipotesi migliore ammette che il Monster attuale sia meglio sotto tanti aspetti ma..non è un Monster!
A parte questo ci sono stati tanti esempi di moto non "capite" al volo da noi poveri insulsi motociclisti.
A me vengono in mente (tornando indietro nel tempo) la BMW K1,che non piacque nemmeno ai fans del marchio ma oggi è un mezzo ben visto dai collezionisti, oppure la Gilera CX, snobbata diciamo così dai sedicenni all'epoca del debutto ed oggi anch'essa dalle quotazioni imbarazzanti, o ancora la Aprilia Moto',che al design immolò tutta se stessa. Le creazioni di Erik Buell si sono ritagliate una nicchia di appassionati, una nicchia appunto. E vogliamo parlare della prima Suzuki Katana? Iconica fino al midollo si,ma oggi.non quando uscì.
Potrei andare avanti così per ore e di sicuro i possessori orgogliosi di questi modelli citati mi avranno già insultato come minimo,ma badate bene,non è un post denigratorio, tutt'altro, è una considerazione. Anzi io sono sempre stato affascinato dalle moto originali, innovative,rivoluzionarie,come la Bimota Tesi. Il problema restano i motociclisti, che se si va troppo sul retrò o al contrario ci si spinge oltre non accolgono con entusiasmo certi azzardi.Creare una moto è senza dubbio difficile a prescindere,che incontri il successo ancora più difficile, che diventi un mito è un affare per pochi.
venerdì 26 giugno 2026
Un sorriso ci salva quasi sempre..
Bisognerebbe vivere la vita prendendosi il tempo necessario per se stessi e per le persone care,lo scrivo volutamente così perché non sempre ci si riesce ed è un male questo. Allo stesso modo la vita la si dovrebbe affrontare con un pizzico di ironia e leggerezza, perché siamo circondati da ansietà, stress, mille e più cose delle quali occuparci e tutto sembra concorrere a schiacciarci.
Ecco per fortuna che un abitante della frazione dove risiedo ha pensato di applicare un po' di sana ironia allo spaventapasseri sul suo terreno e senza saperlo ha contribuito a rendermi più lieve questa settimana di lavoro caratterizzata da un caldo terribile.
Grazie!
giovedì 18 giugno 2026
Com'era e com'è, Marca garage è anche questo
Questa bella Fiat 500 dell'amico Loris,in uno scatto rubato al volo,mi ha riportato a galla il ricordo di quando, con la 500L blu di mio padre, partivamo alla volta della Valcamonica,per giunta ai tempi non c'erano ancora alcuni tratti autostradali e nemmeno la superstrada che arriva fin quasi a destinazione. Si partiva"col fresco" come diceva mio padre, cioè quando era ancora notte fonda,per evitare la calura estiva e il prevedibile traffico, specie nei tratti lungo i laghi d'Iseo e di Endine,dove i camion dell'epoca arrancavano in salita, perlopiù diretti alle terme di Boario oppure ai complessi industriali come quello della Union Carbide. La piccola cinquecentina con tanto di portapacchi e la qualsiasi stipata all'inverosimile, arrancava pure lei,ed io compresso sul mini divanetto posteriore della Porsche dei poveri incitavo mio padre a sorpassare.
Lui con un sorriso sarcasticamente rispondeva con brevi sillabe tipo "Eh",ma forse per non deludermi non diceva mai di no.
Avvicinarsi adesso ad un'auto di quell'epoca è quasi commovente, eppure ci si viaggiava,si andava ovunque.
Anche nel mondo delle due ruote è così e sono tutti mezzi che sanno regalare ancora emozioni, tutto sta a calarsi nel giusto contesto e non fare inutili paragoni. Rimpiango quei tempi? Come sempre dico no,li ho vissuti bene e ne conservo bei ricordi, ma il mondo non smette di girare e si va avanti.
Tutto sta a portare con sé le cose buone, farne tesoro e non abusare delle tecnologie rinunciando alle cose belle della vita, quello che per definizione è genuino e fa sempre bene.
domenica 14 giugno 2026
Mai stato un mercante,il Marca garage credo che non vi venderà mai niente
Come detto in occasione della mia estemporanea visita alla fiera di Novegro pochi mesi fa,non sono un frequentatore di mercatini e non ho né il piglio e nemmeno l'abilità del mercante,o meglio capisco quando qualcosa è sopravvalutata ma faccio fatica a contrattare e soprattutto se dovessi vendere qualcosa non riesco a indorare la pillola, dico le cose come stanno, prendere o lasciare.Allo stesso modo non sopporto le persone insistenti,le digerisco a fatica sul lavoro, figuriamoci in altri contesti!
Quando si trattò di vendere l'auto di mio padre ad esempio misi un annuncio in rete: Mai l'avessi fatto! Risposero le persone più assurde,con domande e richieste ancora più imbarazzanti al punto da non ripubblicare più l'inserzione e infine vendere la macchina ad un pacifico signore conosciuto per caso mentre con quella stessa auto mi ero recato a sostituire la batteria.
Diversi anni prima avevo intavolato una trattativa più complicata, ovvero stavo per vendere l'auto di mio padre (quella precedente,che poi diede in permuta) ad un tizio che mi avrebbe venduto una bella Ducati F1 Laguna Seca personalizzata con gusto (con particolari NCR) e pezzi originali inclusi se un suo amico avesse acquistato la mia Yamaha FZR 600.
Com'era finita? Il tizio che doveva acquistare la macchina da mio padre disse che credeva fosse l'ultimo modello e non il precedente (e perché mio padre avrebbe deciso di venderla,con quarantamila chilometri?) e il suo amico,dopo aver preteso che gli portassi fin sotto casa a Masone (!) la Yamaha (e io scemo c'ero pure andato!) aveva cambiato idea perché forse...la Honda CBR gli garbava di più! Fine della vicenda ingarbugliata., niente di fatto.
Nel 96 comprai il Monster e non ebbi rimpianti per la F1, moto che ancora oggi mi piace ma a ragion veduta per utilizzarla come avevo intenzione di fare aveva già all'epoca problemi di approvigionamento degli pneumatici e ovviamente minor versatilità del Monster 900(ma quello sarebbe stato il male minore,ero più giovane e avrei sopportato qualsiasi sacrificio).Beh non sono un gran affarista ma alla fine la mia maniacale ricerca di dati,prove e quant'altro mi ha sempre (o quasi) salvato da clamorosi passi falsi e alcuni amici si sono sempre rivelati preziosi. Almeno da buon genovese ho sempre risparmiato, mettiamola così.
domenica 7 giugno 2026
Marca garage International
Il mio amico Ricky ha percorso i primi chilometri a Miami con la sua spettacolare RC30. Goditela e ancora complimenti!
Senza fretta, anche il Marca garage ha i suoi tempi
Ieri ho iniziato a lavorare sullo Zip, che in sostanza ha i suoi annetti e necessita di qualche ricambio nuovo.
Innanzitutto il carburatore, dopo anni non è bastato un semplice spillo,un galleggiante e quel maledetto starter elettrico, che ho già cambiato in precedenza, stavolta ho preso un carburatore nuovo che ha necessitato di un piccolo adattamento.In foto ci sono i pezzi vecchi,il nuovo 14/12 ha degli ingressi differenti ma soprattutto ho cambiato il pezzo di tubetto in metallo dove scorre il cavetto del gas, poco male insomma.Poi è toccato alla bobina/centralina d'accensione,dopo che qualche anno fa avevo già cambiato lo statore.Misteri elettrici,come la batteria che da quando è del tipo sigillato e ha un migliore spunto non costringe a pedalare ore per avviare il piccolo cinquantino.
Ovviamente non è un restauro questo, è una manutenzione straordinaria di un motorino conservato, spendendo poco e senza fretta.
Oggi giornata di riposo, domani si torna al lavoro, mi sono guardato il motomondiale (lo chiamo ancora così..)e ho fatto la spesa e le faccende di casa.
Ho imparato a guardare oltre il giudizio altrui e ho dimostrato soprattutto a me stesso che si possono e si devono affrontare le cose più disparate e a volte in apparenza impossibili(non parlo dello Zip ma del resto..), è una lezione imparata a caro prezzo e che non termina mai.
martedì 2 giugno 2026
Oltre l'oggetto i ricordi
Oggi Festa della Repubblica,non sto qui a scrivere quanto sia carico di significato questo giorno, perché certi valori non si perdono col tempo, anzi oggi più che mai sarebbe meglio ricordarseli.
Detto questo il maltempo ha deciso di rovinare un ponte che altrimenti sarebbe stato niente male per qualche uscita.
In realtà la moto l'ho presa ieri per recarmi in centro, giusto perché la burocrazia che c'è da sistemare dopo la scomparsa di mia mamma non mi dà tregua.
Una piacevole sorpresa è stata trovare aperto un ufficio che credevo fosse chiuso e un'impiegata gentile e solerte che ha risposto nel pomeriggio alla mail con i dati che dovevo inviargli.Seconda sorpresa altro ufficio aperto, altro sportello con impiegata competente, insomma un giro a Genova che non è stato vano e alla fine mi ha permesso di passare da un ricambista e iniziare ad acquistare i primi particolari dello Zip da sistemare.
La foto si è capito che c'entra poco o nulla, è una vecchissima visiera che apparteneva a mio fratello, giusto quando faceva fuoristrada con la Swm 250,altra moto che resterà sempre nei miei ricordi, purtroppo come tante altre senza un supporto fotografico da condividere. A breve riconsegnerò le chiavi della casa dei miei e anche quella resterà solo nella mente e nei sogni, ricorrenti come incubi, manco volessi io sbarazzarmene, invece costretto a restituire all'istituto delle case popolari quell'appartamento, che rappresenta bene cosa vuol dire avere poco ma essere felici lo stesso.
Ci sono persone perennemente insoddisfatte,poi c'è chi come me aveva sogni nel cassetto come tanti ma alla fine non si sentiva inferiore a nessuno.
Anche una visiera consumata dal tempo restituisce ricordi a chi riesce a vedere oltre l'oggetto stesso, è un ponte temporale che dà accesso ad altre immagini sopite nel cervello e tornando a galla ti strappano un sorriso, anche in una giornata plumbea.
domenica 24 maggio 2026
All'inizio fu soltanto lo Zip
Quando mio padre nei primi anni novanta permutò il glorioso Garelli Ciclone Deluxe self mix (questo il nome completo)per il Piaggio Zip confesso che la cosa mi diede un po' fastidio.
D'altronde non sono mai stato attratto dagli scooter e a differenza di mio padre (Lambrettista e vespista fin da ragazzo) e pure di mio fratello (che prima della Swm aquistata di nascosto aveva ripiegato su una Vespa Primavera,nella serie limitata marrone con sella bianca) io non ne ho mai posseduto uno.
Fatto strano fu che quando mio papà mancò nel 2008 lo Zip restò in garage per volere di mia mamma. Non volle venderlo, proprio lei da sempre contraria alle due ruote, si intestò il piccolo scooter verde come un ranocchio e continuò a pagare bollo e assicurazione. Continuammo a usarlo e addirittura mia figlia imparò a guidare proprio con lo Zip.
Adesso, mancata mia mamma e da anni ormai infilato nel box di casa, abbiamo deciso di tenere lo Zip, che nel frattempo ha fatto qualche capriccio di troppo e dovrò metterci mano per riportarlo nuovamente in strada.
Meno male che di soldi ne ho sempre pochini da spendere, perché per prima cosa se dovessi acquistare le moto del passato e del presente che mi intrigano(qualcuna c'è che mi piace...) ci vorrebbe un capannone industriale e poi se mi affezionassi a tutti i mezzi come ho fatto in questi anni, povero me e mia figlia che mi sopporta e annuisce come si fa con i casi disperati.
sabato 2 maggio 2026
Alex il grande
Avevo deciso di non scrivere più post su morti eccellenti o sportivi entrati nel mito che non ci sono più,ma la scomparsa di Alex Zanardi è un'eccezione, perché è stato e sempre sarà un esempio di coraggio e lotta contro il destino, contro le disuguaglianze,le disabilità.
La forza d'animo e l'altruismo,il messaggio senza ipocrisie forte e chiaro,per tutti.
Uno sportivo che ha ricordato al mondo il vero significato della parola sport,la speranza quando nessuno si aspetta che ci sia ancora una possibilità. Ci mancherai ma non ti dimenticheremo.
Giretto last minute
Ieri nel tardo pomeriggio ho deciso di prendere la Bimota e fare un salto sul passo del Bracco, che dista più o meno cinquanta chilometri da casa mia.
Il bel tempo mi ha spinto a cambiare idea, inizialmente non ero propenso a sfidare il probabile traffico rivierasco,ma la passione alla fine ha preso il sopravvento.
Com'è andata? Scontato impaccio iniziale,con la fiducia all'avantreno che è cresciuta man mano che i chilometri si sono sommati sul tachimetro e poi come ormai succede da tempo qualche curva fatta bene e altre quasi da principiante, comunque e sempre restando dentro la corsia e in sicurezza.
Alla mia età non ho niente da dimostrare e non devo partecipare al TT,mi godo le moto compatibilmente con i miei limiti sia fisici che di abilità, voglio insomma limitare al massimo i rischi e garantirmi un rientro a casa per me e le moto stesse, che hanno ormai trent'anni o giù di lì e non si guidano da sole.
Ovviamente lungo la strada ho incontrato
altri motociclisti, chi col coltello tra i denti e chi a spasso come me, chi ha salutato e chi no, ma questo è un classico.
Sul passo sono arrivato in pratica quando gran parte delle moto tornano di solito a casa, ho giusto approfittato di sbirciare da vicino una Streetfighter V2, che al di là della rinuncia al Desmo è una bella moto, probabilmente come ritiene Ducati più godibile e sfruttabile su strada di quanto le linee aggressive facciano intendere, almeno osservandola dal vivo. Certo, guidando le mie moto ormai d'epoca cambiano le sensazioni, l'impegno e l'andatura non si possono paragonare.
Non ho termini di paragone recenti, l'ultima volta che ho guidato davvero una moto più o meno attuale è stato quando a Borgo Panigale ho provato la Hypermotard col motore 4v, però posso ipotizzare che con i vari ausili elettronici i benefici siano tangibili sia nell'erogazione che nella percorrenza. Va bene così,sono contento e mi godo due moto,il Monster e la SB7, che puntualmente mi ricordano quanto debba essere umile e ogni volta imparare a guidare, senza avere la presunzione di mettermi alla coda del road racer di turno che rischia la pelle.
Non mi interessa se vanno tutti di più,se guidano meglio di me o se capita anche che moto come le mie passano a volte inosservate o se vengono considerate vecchie e sorpassate.
Egoisticamente sono soddisfatto di ciò che ho e della storia che c'è dietro le mie moto e mi compiaccio di piccole cose, anche solo di una curva fatta bene o di un momento in accelerazione col motore che gira allegro.
Vivete il motociclismo per voi stessi,non per dimostrare qualcosa agli altri,non sbaglierete mai.
domenica 12 aprile 2026
In attesa di nuovi episodi
Ci sono moto che ti lasciano indifferente e altre che ti restano impresse, per svariati motivi.
Alcune ti piacciono da subito, mentre ci sono modelli che con qualche modifica (Anche soltanto immaginata) o dopo un po' di tempo ti solleticano la curiosità.
Io ad esempio ho un elenco immaginario decisamente lungo, non necessariamente di moto rare, elitarie o costose.
Le occasioni non mi sono mancate,ho conosciuto persone eccezionali e/o singolari che mi hanno dato l'opportunità di provare o soltanto toccare con mano modelli che hanno fatto
la storia del motociclismo e la considero una fortuna.
Ovviamente mi auguro di non raccontare solo di episodi del passato, spero di continuare a incontrare e frequentare altre persone e visitare altri luoghi, perché ho imparato che in questa passione non sono importanti i freddi dati,le schede tecniche (Seppur interessanti) o le prestazioni nude e crude, sono le sensazioni,le emozioni,le storie che circondano le moto e le persone stesse.
Questo è uno degli obiettivi del Marcagarage, quello di restituire almeno in parte queste sensazioni ed emozioni trovate lungo il mio percorso di centauro modesto finché si vuole ma ostinato .
sabato 11 aprile 2026
Il Monster nel cassetto
Qui in Liguria non si butta via niente, così capita mentre sto continuando a svuotare casa dei miei (Ancora?) di trovare intatto il depliant del Monster.
Non mi ricordavo d'averlo conservato,anzi, nemmeno pensavo che all'epoca me ne avesse dato uno Gallina, perché come avevo scritto in un vecchio post a Genova nel lontano 1996 non erano stati diciamo..un esempio di cortesia e professionalità.
Tornando al depliant la cosa incredibile è che nonostante l'appartamento dei miei sia afflitto da zone umide ed è vicino al mare, quindi non proprio un toccasana per un sacco di oggetti, che in alcuni casi ho dovuto buttare proprio perché ammuffiti, certi oggetti al contrario si sono miracolosamente conservati, quasi come a voler essere salvati dall'isola ecologica e carichi di ricordi.
È ciò che sto facendo, salvo e conservo cose di valore... zero ma intrise di memoria e questi giorni mi costringono a fare tanti salti nel passato, cosa che in precedenza non era nelle mie corde.
Continuo a guardare avanti, non mi smentisco, ma questi richiami forti mi assalgono e devo affrontarli.
sabato 4 aprile 2026
Buona Pasqua 2026 dal Marcagarage
Il weekend pasquale quest'anno è incredibilmente caldo e soleggiato, quindi tutto sommato siamo fortunati rispetto ad altre località che al centro sud hanno vissuto momenti terribili tra smottamenti,alluvioni, nevicate record, insomma una coda invernale che ha messo a nudo la fragilità del nostro territorio. Anche in Liguria siamo a rischio ogni qualvolta il meteo alza il livello base di guardia e sarebbe l'ora di prevenire, ma il discorso è complesso e questo blog non è fatto per questo.
Lo svuotamento della casa dei miei implica il riposizionamento di tante cose anche in casa nostra e nemmeno il garage è esente da questo rimpasto, così mi meraviglio del fatto che ancora si riesca a trovare spazio sfruttando ogni più piccolo anfratto.
Questo perché come detto all'inizio il bel tempo ha favorito l'assalto alla riviera ligure e per noi residenti spostarsi da una frazione per recarsi semplicemente a fare la spesa e' un'impresa degna di un'odissea, perché al traffico si sommano il malcostume,la maleducazione e i numeri da circo di stuntman mancati che lottano ad ogni semaforo,per ogni posteggio e ad ogni svolta, senza più regole se non quella del più prepotente.
Ecco perché mi dedico alle piante,alle moto e alle riviste in garage ascoltando un po' di buona musica. Si esce in moto?
Al massimo al mattino presto,nelle ore di punta cedo volentieri il posto ai turisti. Prudenza gente e.. Auguri!
venerdì 27 marzo 2026
Una casa,un garage,una famiglia,una vita
Sto continuando a svuotare la casa dei miei ed è com'era prevedibile una fatica fisica e mentale, perché non è facile raggruppare in una serie di scatole e scatoloni tutti gli oggetti di una vita intera.Alcune cose inevitabilmente le ho buttate o suddivise tra l'isola ecologica e i cassonetti del riciclo,altre le distribuirò tra i parenti e infine ciò che non starà in casa nostra lo lascerò in un box che fortunatamente ho mantenuto in affitto,il vecchio box dove un tempo tenevamo i mezzi e l'attrezzatura,in pratica il mio primo "marcagarage".
Riaffiorano i ricordi,sia manipolando gli oggetti che fissando l'appartamento che man mano diventa più spoglio, è impossibile non farsi prendere dalle emozioni e ancora non ho realizzato che presto, quando l'appartamento sarà vuoto, riconsegneremo le chiavi e non potremo più farci ritorno.
È stato così anche quando mancò mia zia, Carla,che abitava nel condominio di fronte, all'ultimo piano,da dove scorsi la prima volta il mio motorino e in pratica ebbe inizio la mia vita motociclistica,o da dove appunto mia zia osservava ogni mia partenza raccomandandomi di andar piano.
Ogni tanto alzo lo sguardo verso quel poggiolo e mi immagino ancora quella scena e credo che tra qualche tempo farò lo stesso se passerò vicino al giardino dei miei che da sulla ferrovia oppure ogni volta che mi toccherà andare nel vecchio garage a prendere qualcosa, a patto che i proprietari siano sempre ben disposti a mantenere un affitto sostenibile per il sottoscritto.
Come detto in precedenza è un altro momento per me di svolta, anche se sono più di vent'anni che non abito lì, ma un conto è staccarsi e un altro è decretare la parola fine. I ricordi restano nel cuore come gli affetti e tutto il resto,e questo blog lo ha sempre raccontato.
lunedì 9 marzo 2026
Ricky e la RC 30 , very good!
Il mio amico Ricky che da anni vive a Miami mi ha scritto dopo aver concluso l'acquisto di una splendida Honda RC30 sul sito californiano di Iconic Motorbike.La moto si presenta bene e a quanto pare è stata controllata a fondo.
La cifra(cospicua) in gioco e le tante insidie insite in un modello che, ricordiamo, è nato per calcare le piste della Sbk ed è una creatura del reparto corse HRC , discendente della RVF non si devono sottovalutare.Veridicità e serietà del venditore sono d'importanza fondamentali. I miei complimenti!
sabato 7 marzo 2026
Il passato,il presente e il futuro del Marcagarage
Almeno un paio di queste foto le avevo già postate sul blog,ma adesso c'è di più oltre le immagini prese dall'album di famiglia, perché un nuovo capitolo si apre e un precedente si chiude.
Cambiano i tempi,i luoghi e le cose lasciano il posto ai ricordi che nessuno ci può rubare,gli affetti che restano anche dopo la vita stessa e gli oggetti che ci rimandano a mille e più episodi,ma non devono per questo impedirci di pensare al futuro con speranza, anzi bisogna essere forti e non essere in balia degli eventi.
Non dobbiamo aggrapparci al passato come ancora di salvezza, dobbiamo invece fare tesoro delle nostre e altrui esperienze e in sostanza associare le vecchie foto a pensieri positivi, non nostalgie tossiche che ci facciano vedere presente e futuro in modo negativo. Ingraniamo il rapporto e diamo gas, i nostri cari meritano di essere onorati al meglio.
martedì 24 febbraio 2026
Mia mamma e le moto
Non amava le moto e di certo non aveva fatto salti di gioia dopo aver visto il sottoscritto seguire le orme di mio fratello.Disapprovava ma non ci aveva mai ostacolato davvero e poi negli anni a seguire aveva iniziato a vedere le gare alla tv e mi aveva confessato che si appassionava ma non avrebbe mai potuto seguirle se uno di noi due avesse intrapreso la carriera del pilota.
Gli raccontavo delle storie legate al motociclismo e si sorbiva tutto non so se per farmi piacere oppure queste vicende davvero la incuriosivano.
Amava leggere, leggeva libri di ogni tipo, anche solo per il piacere di leggere.Mi aveva estorto la promessa di non cambiare più moto e dopo la tragedia di mio fratello vedendone due in garage mi aveva detto a cosa servivano,che senso aveva conservare anche la moto di mio fratello,ma le mie parole l'avevano convinta. Lei che faceva della parsimonia un dogma incrollabile ogni qualvolta che spendevo qualcosa per le moto inorridiva e disapprovava, salvo poi ammettere che se da bambino smontavo ogni giocattolo ed ero legato ai mattoncini perché ero più creativo che conservatore, da grande avevo imparato a mantenere con cura le mie cose,in primis la mia grande passione,la moto.
Cresciuta tra le montagne e per lavoro prima e amore poi trasferitasi al mare,mia mamma si era legata alla riviera ligure facendola sua, senza rinnegare le sue origini camune. Quel poco che ha avuto ce l'ha donato, quello che ha imparato ce l'ha trasmesso e si è distinta tra le persone gentili,miti, benvolute da tutti.
Mia mamma se ne è andata stasera e quel che mi rimane è la speranza che come tutti quelli che ho amato non sia finita nel nulla ma semplicemente in un posto migliore.
giovedì 12 febbraio 2026
Centoventicinque,la passione non ha cilindrata
Paolo mi ha mostrato giustamente con orgoglio la sua Honda Nsr125F, un "conservato" con tanto di scarico Giannelli a corredo che nel tempo libero
guida con soddisfazione.
Come detto in altre occasioni io stimo chi conserva con cura la propria moto,a prescindere dal modello, dal valore, dalla ricercatezza o dalla cilindrata.
E poi la piccola Nsr anche all'epoca del suo esordio sul mercato aveva stupito per le prestazioni, l'estetica,la cura dei particolari e soprattutto l'originale telaio "Allcast" in lega leggera formato da due parti accoppiate con bulloni. La Nsr riportava in auge anche le naked,al pari delle prime Cagiva Mito messe in commercio (che in realtà dovevano essere carenate ) in un segmento che aveva visto spopolare le Supersport con carenatura.
Sportiva insomma senza economie ma naked, seppur in seguito affiancata dalla Nsr-r per ampliare l'offerta.
Se definiamo i decenni della "golden era"dei centoventicinque come irripetibili è vero, perché l'escalation delle prestazioni ne ha determinato sia la rapida ascesa che l'inesorabile fine.
Oggi sono mezzi giustamente che sopravvivono in un contesto differente,quello del collezionismo e dell'utilizzo con buonsenso.
L'importante è che non si vada oltre certe cifre, sia per la conservazione,il restauro o la compravendita.
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