mercoledì 26 agosto 2026
In attesa del prossimo appuntamento in moto
Le ferie come al solito scorrono veloci,devo ancora fare qualche lavoretto casalingo ma tutto sommato mi sto anche riposando, dopotutto credo di meritarlo,ma si, voglio per una volta essere obiettivo. A parte qualche sporadica e brevissima uscita non sono andato molto in giro, più che altro per il caldo insopportabile, mentre il fisico sembra reggere anche escursioni come quella che ho fatto a piedi in montagna,con un discreto dislivello, aria buona e diversi chilometri.
Per ora non mi pronuncio sui prossimi appuntamenti in moto,per scaramanzia visto il precedente flop della mancata expò a Rapallo. In giro non ho incontrato moto particolari da immortalare e accidenti accuso parecchio la scarsità di riviste del settore nelle edicole, ormai sono poche quelle che resistono e troppe quelle che escono e dopo pochi numeri chiudono i battenti.
Alcune riviste sono povere di contenuti,altre hanno un bel biglietto da visita poi naufragano e credo per una serie di fattori, costi in primis.
Ok sul web ormai c'è tutto,ma il piacere di sfogliare un magazine ben fatto e maledizione senza essere troppo accondiscendente con le case costruttrici o privo di commenti banali da bar mi manca parecchio.Oggi ci sono gli influencer,i podcast,i blogger eccetera. Detto da uno che scrive su un blog fa un po' ridere ma è vero che oggigiorno tutti noi, anche se non siamo giornalisti o esperti di settore, possiamo scrivere e commentare ovunque, mentre un tempo c'era solo qualche spazio per le lettere dei lettori su qualche periodico,previa discrezione della redazione. Meglio o peggio? Gli esteti saranno grati alle ragazze che postano video con outfit senz'altro più gradevoli del sottoscritto, che invece apprezza in quest'ultimo caso il fatto che la moto non sia più da tempo un settore maschilista ma sia una passione aperta a tutti,cosa che ho sempre auspicato!
venerdì 21 agosto 2026
Cambiamenti climatici,non è una barzelletta
Arrivare in Valcamonica prima di Ferragosto con più di trenta gradi non e' stato strano, più strano che da qualche anno a questa parte la sera si giri in t-shirt e pantaloncini, mentre ricordo bene che in montagna da queste parti la sera una maglia ci stava bene.
Strano anche vedere prati rinsecchiti e ruscelli asciutti,in una zona che non ha mai patito cose del genere,la siccità la raccontavo io ai miei parenti perché capitava senz'altro più di frequente in Liguria.
E poi l'arrivo improvviso e potente delle piogge,con inevitabili danni,o forse evitabili se si conoscesse davvero il significato della parola prevenzione e finalmente si ammettesse che il cambiamento climatico esiste e non è una fake news,non è una barzelletta e non si deve prendere sottogamba.
Già,vallo a dire a chi di dovere, una generazione di inetti,di ignoranti e capaci solo ad arraffare il più possibile,a soddisfare se stessi e i propri interessi, senza un briciolo di lungimiranza. Poco motociclistico come post?Pensate a come favoriscono la mobilità e quanto veniamo tartassati, carburante in primis,poi riflettiamo.
lunedì 17 agosto 2026
Ferragosto agli antipodi
Mentre il sottoscritto ha passato il Ferragosto in montagna,in quella che era la casa dei miei nonni, anzi abbiamo pranzato e cenato insieme ai parenti nella baita di mio cugino,un luogo stupendo immerso nel bosco,da Miami il mio amico Ricky mi ha inviato la foto del suo rientro da un giretto con la sua RC30, tranquillo ma felice, insomma andatura prudente. Una bella giornata insomma per tutti come spero per quelli che mi conoscono o soltanto leggono i miei post.
sabato 8 agosto 2026
lunedì 3 agosto 2026
Stand si, stand no,sarà per un'altra volta
Un altro post senza immagini, non è così che doveva andare questo weekend. In settimana mi aveva contattato il presidente del mio Motoclub scrivendomi che in occasione del Tigullio Expo avrebbero allestito uno stand e gradito la presenza tra le altre moto della Bimota.Per una volta ero libero e avevo dato la mia completa disponibilità, anche per l'allestimento,poi qualcosa non è andato per il verso giusto ed è saltato tutto,dallo stand alla partecipazione.
Un po' amareggiato ma sempre meno di chi si impegna per fare si che queste cose prendano corpo,sono rimasto in attesa tutto il sabato, sperando che all'ultimo istante potesse ribaltarsi la situazione.
Così non è stato e mi dispiace, speriamo che presto si possa organizzare qualcos'altro.
venerdì 31 luglio 2026
Riflessioni sul terrazzo,in preda alle zanzare e la moto in garage.
Il fascino delle moto italiane di un passato ancora recente, diciamo dagli anni settanta in poi, per meglio dire nel range di ricordi del sottoscritto, è tutt'oggi immutato.
In alcuni casi secondo il mio parere erano veri e propri atti di fedeltà nei confronti di modelli che prestavano il fianco a critiche per niente infondate ,ma ripagavano l'appassionato al punto di andare oltre i difetti, alcuni piccoli e oggi risolvibili ed altri cronici,frutto di scelte incomprensibili o scellerate economie.
Io a volte mi pongo il dubbio: Sarei disposto pur di possedere e guidare (Certo,se si colleziona un mezzo staticamente non si pone il problema) una moto italiana ad accettare certe magagne? Forse è doveroso farsi un'adeguata cultura nello specifico,in modo da sistemare talune criticità e poter accettare il resto, calandosi nel periodo storico relativo e non fare paragoni col presente, insomma se ci sono un'accensione a puntine platinate,che per alcuni sono aramaico antico, oppure carburatori un po' dispettosi o ancora componenti ed altri ammennicoli che funzionano quando ne hanno voglia, bisogna accettare tutto con la pazienza di un asceta.
Tempo fa ebbi occasione all'interno di un parco privato di imbattermi in una Laverda Jota, mentre fiera sul cavalletto mostrava con sfrontatezza il suo granitico mille tre cilindri,le sue forme scolpite e muscolose e il suo manubrio scomponibile chiuso a mo' di seminanubri pistaioli,di quelli che si vedevano prima che i funamboli della classe 500 aprissero l'angolazione per controllare una derapata che sembrava non avesse mai fine.
Ecco,di fronte ad una moto simile vengo all'inizio rapito da questo fascino senza età,poi comincio a fantasticare su come ci si sta in sella e infine vengo assalito dai dubbi amletici su affidabilità in generale,possibli difetti intrinsechi e non ultima la mia effettiva capacità di dominare un mezzo simile, che come ricordo spesso quando ci si approccia a queste moto non contano i dati nudi e crudi di potenza o coppia, ripresa, accelerazione eccetera
perché ovviamente sulla carta sono ridicoli paragonati alle sportive odierne, conta ciò che succede una volta in sella. Si percepiscono gli anni passati durante i quali l'evoluzione ha fatto passi da gigante e noi, comuni mortali, restiamo fondamentalmente capaci di mentire anche a noi stessi, spacciandoci per dei gran manici,nella realtà al di sotto delle capacità delle maxi di allora come quelle di oggi, campioni del mondo a parole un tempo e leoni da tastiera come si definiscono oggi.E si signori miei, godiamoci il fascino di certe moto e guidiamole per come si può e si riesce.
sabato 11 luglio 2026
Resilienza, conservazione e reminescenze anime
Resilienza è un termine che sentiamo o leggiamo spesso,a volte a mio parere abusandone un po' ma in certi momenti e contesti utilizzato a ragion veduta.
Non so se nel mio caso specifico posso parlare di resilienza ma ad ogni modo continuo ad andare per la mia strada, magari voltandomi per vedere gli errori fatti ma sforzandomi di andare avanti.
Adesso qualcuno cercherà di collegare le immagini del post tra loro.In realtà il robottino fa parte dei vari oggetti conservati e prelevati dalla casa dei miei, ancora nella sua confezione originale e adesso promosso a ruolo di soprammobile, mentre le altre due immagini rappresentano un altro genere di conservazione, ovvero sono indicatori di direzione del Monster (beh, anche la Bimota condivide gli stessi modelli Cev,al pari del fanale posteriore..),uno è quello montato che si sta letteralmente sbriciolando sotto l'azione del tempo e l'altro è nuovo, acquistato in rete da un ricambista spagnolo (!), a prezzo ragionevole.
Tornando al robot soltanto adesso che mi capita di rivedere dei cartoni animati con mia figlia, capisco quanto fossimo "basici"noi maschietti,ci bastava una trama semplice tipo : alieno cattivo, mostro che distrugge,robot umanoide che distrugge il mostro. A parte qualche anime in seguito più studiato dal punto di vista della sceneggiatura,con citazioni e omaggi soprattutto all'estro italiano,come la 500 in Lupin terzo, oppure la Uno Turbo in City Hunter o ancora ricordo un anime dove c'era una ragazza che guidava una Bimota Tesi 1D,
bisogna ammettere che per le femminucce
i cartoni a loro dedicati presentavano già dall'inizio delle trame più strutturate.
Per fortuna togliendo la differenza di genere e curando temi e storie, alla fine degli anni ottanta si è salvato il salvabile. Non è che tra ali, alette,linee arzigogolate e quant'altro qualcuno si è ispirato ai vari robot giapponesi per le linee delle moto moderne? Visto che spesso si citano i manga credo di si, anche se in pochi casi e quasi sempre nel mondo delle corse tutto ciò ha un fondamento tecnico. Il resto sono orpelli buoni da esibire, mentre noi maschi ci riempiamo i discorsi con cavalli e velocità e le donne più razionalmente non hanno questo limite dettato dagli ormoni.
Come già scritto altre volte il design di certi maestri del passato resta insuperabile, persino nell'utilizzo di parti accessorie comuni a più modelli e abilmente inserite nell'insieme tanto da essere scoperte solo da un occhio attento. Ricordate (nel mondo auto) i fari della Lamborghini Miura? I fanalini di coda della Countach?Le maniglie delle portiere di alcune Ferrari? E (nelle moto ) quanti gruppi ottici,parti accessorie e altri particolari avete notato su più modelli, anche di case diverse?
C'era evidentemente da fare di necessità virtù, cosa che specialmente a noi italiani riesce benissimo. Tutto si è evoluto , ma certi dettami farebbero bene a tenerseli stretti. I robot lasciamoli ai giapponesi,noi siamo altro.
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