venerdì 27 marzo 2026

Una casa,un garage,una famiglia,una vita

Sto continuando a svuotare la casa dei miei ed è com'era prevedibile una fatica fisica e mentale, perché non è facile raggruppare in una serie di scatole e scatoloni tutti gli oggetti di una vita intera.Alcune cose inevitabilmente le ho buttate o suddivise tra l'isola ecologica e i cassonetti del riciclo,altre le distribuirò tra i parenti e infine ciò che non starà in casa nostra lo lascerò in un box che fortunatamente ho mantenuto in affitto,il vecchio box dove un tempo tenevamoi mezzi e l'attrezzatura,in pratica il primo "marcagarage". Riaffiorano i ricordi,sia manipolando gli oggetti che fissando l'appartamento che man mano diventa più spoglio, è impossibile non farsi prendere dalle emozioni e ancora non ho realizzato che presto, quando l'appartamento sarà vuoto, riconsegneremo le chiavi e non potremo più farci ritorno. È stato così anche quando mancò mia zia, Carla,che abitava nel condominio di fronte, all'ultimo piano,da dove scorsi la prima volta il mio motorino e in pratica ebbe inizio la mia vita motociclistica,o da dove appunto mia zia osserva ogni mia partenza e si raccomandava che andassi piano. Ogni tanto alzo lo sguardo verso quel poggiolo e mi immagino ancora quella scena e credo che tra qualche tempo farò lo stesso se passerò vicino al giardino dei miei che da sulla ferrovia oppure ogni volta che mi toccherà andare nel vecchio garage a prendere qualcosa, sempre che i proprietari siano sempre ben disposti a mantenere un affitto sostenibile per il sottoscritto. Come detto in precedenza è un altro momento per me di svolta, anche se sono più di vent'anni che non abito lì, ma un conto è staccarsi e un altro è decretare la parola fine. I ricordi restano nel cuore come gli affetti e tutto il resto,come questo blog ha sempre raccontato.

lunedì 9 marzo 2026

Ricky e la RC 30 , very good!

Il mio amico Ricky che da anni vive a Miami mi ha scritto dopo aver concluso l'acquisto di una splendida Honda RC30 sul sito californiano di Iconic Motorbike.La moto si presenta bene e a quanto pare è stata controllata a fondo. La cifra(cospicua) in gioco e le tante insidie insite in un modello che, ricordiamo, è nato per calcare le piste della Sbk ed è una creatura del reparto corse HRC , discendente della RVF non si devono sottovalutare.Veridicità e serietà del venditore sono d'importanza fondamentali. I miei complimenti!

sabato 7 marzo 2026

Il passato,il presente e il futuro del Marcagarage

Almeno un paio di queste foto le avevo già postate sul blog,ma adesso c'è di più oltre le immagini prese dall'album di famiglia, perché un nuovo capitolo si apre e un precedente si chiude. Cambiano i tempi,i luoghi e le cose lasciano il posto ai ricordi che nessuno ci può rubare,gli affetti che restano anche dopo la vita stessa e gli oggetti che ci rimandano a mille e più episodi,ma non devono per questo impedirci di pensare al futuro con speranza, anzi bisogna essere forti e non essere in balia degli eventi. Non dobbiamo aggrapparci al passato come ancora di salvezza, dobbiamo invece fare tesoro delle nostre e altrui esperienze e in sostanza associare le vecchie foto a pensieri positivi, non nostalgie tossiche che ci facciano vedere presente e futuro in modo negativo. Ingraniamo il rapporto e diamo gas, i nostri cari meritano di essere onorati al meglio.

martedì 24 febbraio 2026

Mia mamma e le moto

Non amava le moto e di certo non aveva fatto salti di gioia dopo aver visto il sottoscritto seguire le orme di mio fratello.Disapprovava ma non ci aveva mai ostacolato davvero e poi negli anni a seguire aveva iniziato a vedere le gare alla tv e mi aveva confessato che si appassionava ma non avrebbe mai potuto seguirle se uno di noi due avesse intrapreso la carriera del pilota. Gli raccontavo delle storie legate al motociclismo e si sorbiva tutto non so se per farmi piacere oppure queste vicende davvero la incuriosivano. Amava leggere, leggeva libri di ogni tipo, anche solo per il piacere di leggere.Mi aveva estorto la promessa di non cambiare più moto e dopo la tragedia di mio fratello vedendone due in garage mi aveva detto a cosa servivano,che senso aveva conservare anche la moto di mio fratello,ma le mie parole l'avevano convinta. Lei che faceva della parsimonia un dogma incrollabile ogni qualvolta che spendevo qualcosa per le moto inorridiva e disapprovava, salvo poi ammettere che se da bambino smontavo ogni giocattolo ed ero legato ai mattoncini perché ero più creativo che conservatore, da grande avevo imparato a mantenere con cura le mie cose,in primis la mia grande passione,la moto. Cresciuta tra le montagne e per lavoro prima e amore poi trasferitasi al mare,mia mamma si era legata alla riviera ligure facendola sua, senza rinnegare le sue origini camune. Quel poco che ha avuto ce l'ha donato, quello che ha imparato ce l'ha trasmesso e si è distinta tra le persone gentili,miti, benvolute da tutti. Mia mamma se ne è andata stasera e quel che mi rimane è la speranza che come tutti quelli che ho amato non sia finita nel nulla ma semplicemente in un posto migliore.

giovedì 12 febbraio 2026

Centoventicinque,la passione non ha cilindrata

Paolo mi ha mostrato giustamente con orgoglio la sua Honda Nsr125F, un "conservato" con tanto di scarico Giannelli a corredo che nel tempo libero guida con soddisfazione. Come detto in altre occasioni io stimo chi conserva con cura la propria moto,a prescindere dal modello, dal valore, dalla ricercatezza o dalla cilindrata. E poi la piccola Nsr anche all'epoca del suo esordio sul mercato aveva stupito per le prestazioni, l'estetica,la cura dei particolari e soprattutto l'originale telaio "Allcast" in lega leggera formato da due parti accoppiate con bulloni. La Nsr riportava in auge anche le naked,al pari delle prime Cagiva Mito messe in commercio (che in realtà dovevano essere carenate ) in un segmento che aveva visto spopolare le Supersport con carenatura. Sportiva insomma senza economie ma naked, seppur in seguito affiancata dalla Nsr-r per ampliare l'offerta. Se definiamo i decenni della "golden era"dei centoventicinque come irripetibili è vero, perché l'escalation delle prestazioni ne ha determinato sia la rapida ascesa che l'inesorabile fine. Oggi sono mezzi giustamente che sopravvivono in un contesto differente,quello del collezionismo e dell'utilizzo con buonsenso. L'importante è che non si vada oltre certe cifre, sia per la conservazione,il restauro o la compravendita.

domenica 1 febbraio 2026

Moto belle, tempi duri, mille pensieri,tante emozioni contrastanti.

È nuovamente un periodo difficile, stavolta sono le condizioni di salute di mia madre a non farmi dormire sonni tranquilli. Oggi è stato il suo ottantottesimo compleanno e purtroppo lei lo ha passato in un pronto soccorso stracolmo di gente,col personale stremato e contato, comunque e ciò nonostante tutto gentile e premuroso. Detto questo nel weekend ho rivisto vecchi amici e abbiamo parlato anche di moto.Ricky da Miami coltiva sempre il desiderio di mettere un'altra moto in garage e ogni tanto mi invia immagini di inserzioni, chiedendomi un parere. Ultimamente aveva visto una Ducati 888 Sp4,inserzionata a Genova e venduta alla cifra(considerevole) di ventinovemila euro. Poi un paio di giorni orsono aveva notato all'asta una 851 Sp1, molto rara da vedere e,date le poche differenze estetiche con la contemporanea versione "base" anche poco riconoscibile e forse per questo meno attraente rispetto alle versioni della superbike bolognese dalla Sp2 in poi. Le valutazioni anche in questo caso valgono sempre rispetto al buonsenso e alla realtà, oltre alla voglia di portarsi a casa qualcosa di particolare,in base ai gusti personali. Ho notato ad esempio che su certi siti si trovano adesso Bimota a prezzi più bassi rispetto a qualche mese fa(saranno attendibili?). In ogni caso non conta che certi modelli o marchi conoscano alti o bassi nelle valutazioni, almeno non se si aspetta di concludere un buon affare. Se una moto è bella, è speciale, è rara o soltanto rappresenta un traguardo per te, resta tale a prescindere da quanto venga quotata sul mercato. Dipende se sei commerciante o appassionato, se pensi al denaro (se ne hai abbastanza)o a coronare un sogno. Periodo triste come detto,ma quei pochi minuti passati a parlare d'altro servono a sgombrare la mente,a riprendere fiato e andare avanti. Verranno tempi migliori.

venerdì 16 gennaio 2026

Anni Ottanta , quando sognavamo

Da ragazzini,negli anni ottanta vivevamo in una specie di bolla illusoria, tutto sembrava possibile e il futuro appariva pieno di opportunità. Non vivevamo nel lusso, d'altronde ero figlio di un operaio e di una casalinga, un'infanzia tranquilla nelle case popolari, che non avevano la nomea di certi quartieri di città e in riviera erano case di gente semplice ma onesta. Ad anni di distanza avevo compreso i sacrifici dei miei per comprarmi il motorino, addirittura un tubone come andava di moda all'epoca, non un ciclomotore qualsiasi! Ogni spesa era soppesata ma non si era poveri, non ci mancava nulla. Sognavamo le moto delle riviste ed io cominciavo a collezionare Motociclismo,a studiare attentamente pregi e difetti,a seguire i gran premi e conoscere i nomi e i volti dei piloti. Mi stavo affrancando dalla passione attaccatami da mio fratello e iniziavo a sviluppare la mia passione,i miei gusti,i miei sogni. Non si stava meglio di oggi e nemmeno peggio,forse era proprio quel futuro ancora lontano che distorceva la percezione della realtà e ci faceva stare bene. Il periodo dei paninari,al pari di tante altre tendenze ci aveva sfiorato appena, giusto qualche compagno di scuola benestante che lodava i pregi di scarpe,piumini e cinture,altra cosa vestire con la roba comprata al mercato. A noi interessava avere qualche soldo in tasca per fare miscela o per una pizza o andare al cinema. Avevamo ricevuto un'educazione ferrea e c'era andata bene, non avevamo preso cattive compagnie, perché di droga ne sentivamo parlare e qualcuno che conoscevamo c'era finito dentro e altri non avevano fatto ritorno. Insomma quando sento parlare di anni ottanta,di moto young timer eccetera posso dire che è tutto bello ma non è mitico per me, semplicemente sono anni che ho vissuto, bene e senza troppi scossoni, forse è il nostro futuro,quel che oggi è presente a rivelarsi un po' sotto le aspettative, ma con tutto ciò che ci hanno propinato è logico che dopo sarebbe stata una delusione.