giovedì 15 marzo 2018

"A" come Aprilia

Una delle primissime Aprilia AF1-250 Gp con motore Rotax 
Nella notte del 13 Marzo ci ha lasciato improvvisamente Ivano Beggio, lo storico patron dell'Aprilia.
Poco importa che la casa veneta da tempo faccia parte del gruppo Piaggio. Agli appassionati (della mia età almeno) resterà sempre impresso il nome e il volto di Ivano Beggio, colui che ha preso le redini della piccola impresa paterna e le ha tenute  fino a farla diventare una casa motociclistica di fama mondiale, plurititolata nei gran premi.
Per quelli della mia generazione Aprilia è stata sinonimo di ciclomotori e 125 incredibili, forti nei contenuti tecnici come negli accostamenti cromatici, osando dove nessuno aveva il coraggio e per questo vicina ai giovani come del resto è giovane la sua storia. Ha forgiato, sempre grazie alla lungimiranza di Beggio e dei suoi collaboratori, la stragrande maggioranza dei talenti italiani (e non..) del motociclismo moderno che hanno ricambiato la casa veneta di allori nelle classi 125, 250 e successivamente Superbike.
Quella grande "A" tricolore ne ha fatto di strada e al posto del blasone storico ha sempre opposto una freschezza di idee e una voglia di crescere anche quando le altre italiane parevano immobili. Una casa giovane che a volte ha faticato a imporsi nelle maxi forse perché ritenuta ancora acerba  o chissà.
Tuut'altra storia nelle corse, perché dai primi tentativi molto simili a quelli tentati dalle concorrenti ha saputo puntare su ingegneri , tecnici e manager che l'hanno proiettata nell'olimpo delle grandi. Nessun timore reverenziale, arrivando a monopolizzare le classi 125 e 250 fino all'abolizione delle stesse.
Poi nuove sfide, i periodi di crisi, la cessione alla Piaggio. I puristi obietteranno che almeno all'inizio Aprilia si appoggiasse a partner motoristici tra i quali spiccava l'austriaca Rotax, ma in gran parte di queste joint venture Aprilia ha inciso fino a diventare al 100% una casa costruttrice imponendo stile, scelte tecniche, innovazioni.
La grande "A" tricolore continua il suo cammino, laddove il suo papà voleva che fosse. Tra le grandi.

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