lunedì 7 agosto 2017

12+1

Angel Nieto, re indiscusso delle piccole cilindrate.
Quest'anno si sta rivelando nefasto per il mondo del motociclismo, sia per gli incidenti capitati a piloti ed ex piloti in circostanze al di fuori delle competizioni, purtroppo in alcuni casi con esiti mortali, che per gli eventi altrettanto tragici capitati ad altri motociclisti comuni ma non per questo da ignorare o dimenticare anzi, nello specifico i casi più eclatanti  hanno sottolineato il reato di omicidio stradale con tutte le aggravanti che possono venire in mente.
Da genitore ci penso e rifletto spesso, in quanto appassionato del genere, alla pericolosità intrinseca di una motocicletta. Credo  si debba senz'altro insistere sulla sicurezza stradale, sull'importanza di un abbigliamento protettivo, su una consapevolezza ed una maggior educazione civica che in questi ultimi anni è venuta meno.
Sono anche conscio che la tragica fatalità e il destino beffardo sono componenti presenti nella vita di ognuno di noi. Angel Nieto, Dodici volte+una (come amava definirsi scaramanticamente..) campione del mondo è deceduto in seguito ad un incidente stradale. Un altro pezzo di storia, uno dei più illustri ci lascia  e come gli eroi di un tempo non avrebbe dovuto finire cosi', ma se per questo neanche gli altri piloti in simili circostanze, neanche la giovane coppia di motociclisti  in Val Di Susa , NESSUNO.
Non dimentichiamo, impariamo e facciamo tesoro degli errori e delle insidie, teniamo a bada e combattiamo i pericoli, puniamo con severità assoluta chi trasforma la strada in un'arena, non demonizziamo le moto ma impariamo a non sottovalutare e a non sopravvalutare. Il modo migliore di onorare una leggenda del motociclismo oltre al giusto tributo per i suoi traguardi raggiunti è vivere il motociclismo consapevolmente.

mercoledì 5 luglio 2017

Vicini a Marco

Sentite Condoglianze a Marco Lucchinelli, per il terribile incidente occorso a suo figlio Cristiano.

venerdì 23 giugno 2017

Un tranquillo week-end di... rotture!

Il portatarga Roadracing saldato nel punto di rottura

Adesso sembra appena molato ma prima  era spaccato a metà!

Visto da sotto il portatarga evidenzia i cordoni di saldatura
Non ho scritto per un pò, perché dopo il post su Nicky Hayden e dopo il brutto periodo di cadute e infortuni varii (Biaggi, Rossi, Davies...gli incidenti anche mortali della Tandragee, del  TT e Macao..tanto per citarne qualcuno) più che un blog di moto rischiavo di trasformarlo in una rubrica di disgrazie e purtroppo anche di necrologi! Ho continuato a seguire il motomondiale e la sbk e le gare esaltanti di quest'ultimo periodo mi hanno regalato tante emozioni, poi con il mio caro amico Caio ci siamo dati appuntamento il 2 Giugno per una bella uscita in moto. Nemmeno un leggero piovasco ci ha fermato e come ha notato Caio sono invecchiato : Un tempo mi sarei lamentato per la pioggia sollevata dall'asfalto che inzozzava  la mia beneamata moto, stavolta ci sono passato letteralmente sopra senza tanto alleggerire il gas, a pulire ci avrei pensato dopo a casa, come sempre,  ma mi sono goduto il giro.  O quasi.
Sulla strada del ritorno non ho più visto Caio negli specchietti e accidenti, ho pensato fosse caduto. Invertita la marcia  sono tornato spedito sui miei passi, sfilando davanti ad un posto di blocco dei Carabinieri che per fortuna non hanno notato che...ero senza targa! Ad un incrocio ho visto Caio che in sella alla sua Gamma ( Finalmente immatricolata come esemplare unico e quindi in regola)  stava sventolando lamia  targa e ho subito realizzato d'essere stato fortunato, l'ha vista volare via e si è fermato a raccoglierla!
Caio mi ha poi scortato  percorrendo ogni possibile scorciatoia secondaria e lasciato vicino casa dandomi qualche ragguaglio su possibili soluzioni allo sciagurato inconveniente.
Dulcis in fundo davanti al box di casa ho beccato  un pozzangherone che mi ha fatto sbandare quel tanto che è bastato per appoggiarmi con una spalla alla mia macchina. Immagino di averla scampata anche stavolta, dopotutto potevo cadere come uno scemo e farmi male , poi ho scoperto che non so come la cornice metallica del cruscotto si è deformata e il quadretto delle spie si è incrinato! Bestemmioni irripetibili hanno accompagnato mestamente  il Monster nel box.
In breve su internet ho trovato un cruscotto completo per 50 Euro e l'ho ordinato: Sulle prime sono stato un pò diffidente, poi dopo pochi giorni è arrivato il pacchetto e.. meraviglia! Il cruscotto era nuovo di pacca, col  contakm. in miglia come descritto sull'inserzione ma era quel che serviva: Pochi minuti in garage e di due cruscotti ne ho fatto uno, con tutti i particolari nuovi . Qualche giorno dopo mi metto alla ricerca di qualcuno che possa saldare l'alluminio, ma di artigiani non se ne trova più come un tempo e sulle prime la speranza si affievolisce.
Mi viene in aiuto la solidarietà tra motociclisti, perchè parlando per puro caso con un cliente della ditta dove lavoro, tra l'altro un Bmwista di quelli duri e puri, in men che non si dica ha fatto un giro di telefonate ad altrettanti amici e poi gli ho lasciato il portatarga, che avevo fortuitamente con me pensando di passare in un paio di posti elencatomi da altri...motociclisti. Dopo pochissimi giorni il portatarga è stato saldato da un'officina che salda di tutto (Dalle sponde dei camion a tutto l'inimmaginabile..) a Genova Sestri Ponente, per la modica (Irrisoria..) cifra di 15 Euro! A nulla valgono i tentativi di dargli qualcosa di più per il disturbo, quindi mi riprometto come minimo di invitare l'amico Bmwista a qualche uscita in moto e offrirgli una bevuta!
Insomma la morale è che non ci si deve scoraggiare mai, che tra motociclisti c'è ancora gente pronta a tenderti la mano e che sul web bisogna essere accorti ma si possono spuntare anche buoni affari.
Va bene, giù la maschera! Ho patito come una bestia, sono rimasto in ansia fino a quando non ho risolto questo pasticcio e sul lavoro mi hanno preso in giro, ricordandomi quanto poco utilizzi la moto e perdipiù riuscendo anche a far danni! Mi moglie mi sopporta e mi supporta, è la vera martire di questa mia insanabile malattia per le due ruote. P.S. Anche sul lavoro la sfiga ci vede benissimo e fortunatamente il camion è della ditta, perchè con tutto ciò che si è rotto ultimamente ho cominciato a pensare che le superstizioni abbiano qualche fondamento di verità!

martedì 23 maggio 2017

Nicky


Non serve aggiungere altro, non voglio passare per ipocrita. R.I.P. Kentucky Kid!

sabato 15 aprile 2017

Buona Pasqua

Il tempo scorre in fretta e siamo già a Pasqua 2017! Mi piacerebbe scrivere qualche nota positiva ma ahimè non ne ho. Sognare non costa nulla ma osare è rischioso, non sono tempi adatti a fare passi falsi e dunque i sogni restano nel cassetto e di sorpresa nell'uovo al massimo ci si può trovare il classico portachiavi.
E' sempre bello sognare davanti a immagini di moto meravigliose ma da questo punto di vista non piango miseria, una moto comunque ce l'ho e continua a piacermi, mi basta sommergere il garage di riviste e fantasticarci un pò su, per il momento è più che sufficiente.Il Motomondiale e la Superbike nelle prime gare mi sono piaciute e nonostante i leader delle classifiche siano quelli annunciati almeno la lotta è aperta e quindi non correrò il rischio di pisolare davanti alla tv, almeno spero.
A proposito di gran premi : Ho letto sul web (se non si tratta di una fake-news, molto in voga) che un bed and breakfast nelle vicinanze del Mugello ha denunciato l'autodromo per rumori molesti(...) e un giudice gli ha dato ragione! Ok, se non è una bufala o un pesce d'Aprile postumo allora mi chiedo di quale clientela campi il suddetto B&b, ma immagino che in tribunale abbiano motivato la sentenza con argomentazioni valide(per loro). Da boicottare assolutamente, tanto per vedere come campano senza clienti motociclisti.
Tempi duri come al solito per tutti, anche per le moto, che da alterne fazioni si vedono prima etichettare come valide alternative alla mobilità urbana e non, poi come mezzi da tartassare e vietare a prescindere. Io da buon ingenuo credo non ci si debba arrovellare con le varie Euro 1-2-3-4, ma effettuare la manutenzione e tenere in perfetta efficienza i veicoli, curare il manto stradale e migliorare la viabilità, senza che tutto ciò ricada sempre e soltanto sui contribuenti. Ok gente, al prossimo post dunque! Auguri!!

lunedì 13 marzo 2017

L'essenziale

Tony Rutter in sella alla Ducati Pantah TT, binomio invincibile.
Essenziale è badare al sodo, non è puntare al risparmio in termini di denaro ma eliminare il superfluo e ottimizzare ciò che serve dove serve, soppesando e analizzando ogni più piccolo e apparentemente insignificante dettaglio fino ad ottenere il massimo risultato possibile. Nelle mondo delle corse gli esempi sono molteplici e abbracciano ogni epoca. In fondo è la filosofia stessa delle corse a imporre questa ricerca spasmodica che va di pari passo con quelle di maggior rendimento del mezzo sia a livello di motore che di ciclistica e più recentemente anche aerodinamica (Esempio? Se il regolamento Motogp odierno vieta le appendici aerodinamiche allora il beneficio dato da quest'ultime lo si ricerca attraverso carenature che incorporino forme similari, un pò come avvenne per le Formula Uno post-minigonne effetto-suolo..) .
Certo, le competizioni più belle scusate il gioco di parole è proprio dove si compete, cioè dove si vede la lotta tra i contendenti e non una supremazia assoluta di un modello, meglio se un ruolo importante è ancora impersonato dal pilota del mezzo. Sembra di una banalità mostruosa tutto questo, invece credo che spesso e volentieri l'essenzialità venga meno e che nella lotta tecnologica tra grandi case si perda di vista ciò che il pubblico vuole , ovvero lo spettacolo, l'emozione.
Il prototipo ha il suo fascino e le innovazioni giovano a tutti prima o poi (penso al balzo epocale dell'elettronica che oggi ritroviamo in parte sui modelli di grande serie..) ma lo show , la bagarre e l'emozione pura possono arrivare anche dalle cose più semplici  ma non per questo banali.
Guardate la Pantah TT della foto e pensate alla odierna Desmosedici Gp : Sembrano passati anni luce e invece sono "solo" alcuni decenni, che nelle corse è un lasso di tempo enorme ma nella mente di noi maturi appassionati (che all'epoca della Pantah eravamo bambini..) questo divario più che temporale lo avverto come filosofico e se da un lato non mi dispiace il travaso di tecnologia a nostra disposizione ( guidare oggi moto asservite da traction control, mappature, abs e altro ancora è senz'altro rassicurante..) dall'altro non mi fa mettere in naftalina come sorpassato il vecchio concetto (pur sempre appagante) di essenzialità.
Me lo fa apprezzare ancor di più.

martedì 31 gennaio 2017

Tempi Duri 2017

Tom Cruise e Kelly McGillis in "Top Gun", film cult degli anni ottanta, in sella alla Kawasaki GPZ
Un mio vicino di casa di tanti anni fa , un anziano contadino soprannominato "Gianchin" , era spesso di passaggio davanti al garage dove custodivo dapprima il mio motorino e poi in seguito la moto e gli attrezzi, vicino all'appartamento dei miei. Era un buontempone e uscendo di casa per recarsi in centro oppure nelle fasce che curava sulle colline poco distanti si intratteneva volentieri con le persone che incontrava e dispensava loro le sue battute ironiche o le sue massime che ancora oggi ricordo sorridendo.
Soffermandosi sull'uscio del garage prima dava un rapido sguardo al sottoscritto intento a pulire o smontare qualcosa e poi se ne usciva con - Lustra, lustra, la consumi !Eh, è la passione...- (Tradotto dal genovese..) oppure - Tempi duri, la moglie scalza e i bimbi nudi-  o ancora - A forza di smonta e rimonta avanzano dei pezzi e ne escono due!- e cosi' via, strappando una risata o un cenno di saluto benevolo.
I tempi duri in effetti oggi lo sono eccome e a ripensarci di palanche ne ho sempre avuto pochine ma in passato la mia generazione viveva sognando un futuro pieno di speranze ed opportunità, quindi anche le moto erano parte del nostro microcosmo ed era scontato che a quattordici anni si avesse un motorino, a sedici si passasse in buona percentuale al centoventicinque e a diciotto al 350 (allora il codice prevedeva questo..) oppure all'automobile (tutte e due se si era benestanti o amanti del cambialone..). Nuovi o usati i mezzi poco importava, l'importante era raggiungere l'obiettivo di motorizzarsi.
Non avevamo le console di videogame e i primi computer (Ricordo il "Vic 20" di un mio compagno di scuola, con le cassette e il mangianastri, ore ed ore di scrittura dos per vedere infine un segmento muoversi..)
erano ad uso e consumo dei primi fans sfegatati dell'elettronica, il nostro massimo era avere un mezzo per spostarsi in autonomia , meglio se si poteva esibire con vanto e guidare con soddisfazione.
Gli appassionati di meccanica come me poi mettevano mano con qualche risicato attrezzo e tanto fai-da-te
agli onnipresenti vespini che crescevano a dismisura nella cilindrata e nelle prestazioni, oppure nei famosi "tuboni" (Come il mio Garelli, oppure i Fifty Malaguti , i Motron e via discorrendo..) o nelle prime costose endurine "africane" e nelle sempreverdi moto da regolarità, quelle che oggi chiamiamo enduro professionali.
Ci si ingarellava lungo le tortuose strade della riviera ligure o dell'entroterra e la vista  andava oltre la curva seguente per scorgere un posto di blocco delle poche ma solerti pattuglie presenti.
Non c'erano le revisioni, che avrebbero messo in luce kit o trasformazioni fatte in casa da paura, o come minimo scarichi ad espansione sforacchiati nell'illusione di poter guadagnare qualche chilometro di velocità.
In seguito eravamo passati alle moto vere e proprie ma il minimo comun denominatore non cambiava , la passione era dentro di noi e dopo un bel giro da soli o in compagnia si rimaneva per interminabili minuti con lo sguardo posato sulle nostre cavalcature , una sorta di estasi mistica che si fatica a spiegare a chi oggi queste cose le vive di riflesso oppure non le vive e basta.
Continuiamo a vederci, siamo in pochi ormai a vivere cosi' questa passione, con pochi soldi a disposizione e  le nostre moto che invecchiano di pari passo coi proprietari , un pò perchè non riusciamo a separarcene e perchè non potremmo permettercene altre ma che curiamo e  coccoliamo come un tempo con la stessa espressione svanita da ingenui sognatori.
A volte mi incazzo (Si, mi incazzo rende meglio l'idea perchè "arrabbio" è dir poco..) perchè vorrei poter fare mille cose ma non ne ho la possibilità e poi mi stufo a ripetere che l'importante è la salute (E' vero, ci mancherebbe..) ma basta una occhiata ad un programma alla tv che paragona i nostri stipendi e il nostro tenore di vita rispetto agli svedesi ad esempio e il confronto è a dir poco impietoso, in barba a tutto.
I luoghi comuni sugli italiani riaffiorano prepotentemente e in buona parte hanno un fondo di verità, quindi devo stringere ancora una volta i denti, lasciar suonare la sveglia alle cinque consapevole che altre dieci ore di lavoro mi attendono , alla guida di un camion oppure in un freddo magazzino, tra sensi di colpa e rimpianti che devo ogni volta seppellire insieme al mio orgoglio, al mio passato da secchione che serve solo a spronare mia figlia a continuare negli studi per evitare che diventi una promessa mancata come me.
I tempi duri non hanno per fortuna gli stessi effetti della massima della buonanima di Gianchin e accidenti tocca a me, un motociclista ingenuo e sognatore, sforzarsi d'essere concreto e realista ogni giorno e lottare per rimanere a galla. Ah, quegli anni ottanta cosi' falsi e leggiadri, quando al massimo sognavo e mi vedevo già in sella ad una RD 350 oppure alla Ducati F3, meglio ancora se col benestare dei miei (Che non è mai arrivato...) avessi accettato l'offerta del mio primo collega di lavoro che mi propose un posto in sella ad una Honda NS 125 per disputare la gara in salita Doria-Creto , convinto che avessi i "numeri" per far bene. Sogni e basta , ecco cosa avevamo noi in testa, sogni che oggi non riesco nemmeno più a fare dormendo nel week-end! Oggi da uomini più o meno maturi bisogna essere soprattutto concreti e realisti. Forse...
Da buon motociclista non getto la spugna e nemmeno la speranza d'una inversione di tendenza, ma oggi il menù sul piatto è questo e bisogna accontentarsi. Ok,  non c'è che dire, un anno cominciato bene!
Coprirsi di ridicolo e bollati d'immaturità è il minimo dopo un post del genere, ma proprio di sognare non ne posso fare a meno e prima o poi ho sempre avuto questa sensazione che qualcosa succederà. Inguaribile.