lunedì 21 settembre 2026

Motociclista,quale futuro?

Pochi ma buoni. Così si può riassumere l'iniziativa a sfondo benefico lanciata dal mio Motoclub, che non ha visto molti partecipanti ma restando ottimisti sulle defezioni (spero) in buonafede dettate dal periodo, ancora a cavallo tra ferie e ripresa delle attività. Non c'è spazio per una critica, ognuno secondo le proprie possibilità agisce e decide di conseguenza, dopotutto anch'io che devo fare sempre i conti con le mie scarse finanze ci ho pensato su prima di partecipare. Un altro episodio che mi fa riflettere su come la gente si comporti da leoni sui social e si sciolga al sole nella realtà è capitato sul gruppo di vicinato della frazione dove vivo. Per molto tempo si è discusso dell'esigenza di un semaforo che regolamentasse il traffico dei camion diretti alla cava sita nei pressi della frazione, perché la strada è stretta e il flusso veicolare negli ultimi anni è cresciuto di pari passo con il ripopolamento della frazione stessa. Dopo mesi, anni di discussioni, quando sembrava che la maggioranza fosse concorde e con una raccolta di firme e una richiesta al comune, che con i suoi tempi alla fine ha accolto la richiesta, peraltro vista con favore anche dalla società che gestisce la cava, dopo la posa dei cavi e l'installazione dell'impianto semaforico, ecco rispuntare i contrari al semaforo! Con una buona dose di aggressività si è tirato in ballo di tutto ,dal classico "è sempre stato così" al distinguo tra nativi (!) della frazione e nuovi abitanti che, secondo questa teoria medioevale, avrebbero fatto meglio a vivere altrove! Tutto scatenato da un impianto oltretutto corredato di moderni sensori capaci di attivarsi in presenza di camion.Da motociclista e papà responsabile non posso che essere favorevole a qualsiasi cosa che accresca la sicurezza e non riesco a capire le ragioni del dissenso, senza basi concrete,solo polemiche e offese,in puro stile social. Infine un terzo spunto di riflessione:Vedo tante moto in circolazione e tanti modi di interpretare il motociclismo, ma ancora tanta strada da fare per arginare e mettere all'angolo chi intende la moto come la via più breve per suicidarsi o comunque arrecare danno agli altri e poi accrescere il livello di cultura e di socializzazione, anche se queste cose scarseggiano non solo in ambito motociclistico. Sui social è un tripudio di cose che secondo me spesso allontanano, non avvicinano. Il paradosso della parola social, quando ci si rende conto che nella vita reale ci isola.

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